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Se l’attività culturale che offriamo vi interessa, se condividete l’ispirazione che anima il nostro lavoro, non mancate di sostenerci. La nostra Associazione, iscritta ormai al Terzo Settore, non riceve nessun tipo di finanziamento: le risorse provengono dalle tessere associative, dalle donazioni, dall’autofinanziamento. L’intero progetto culturale si basa sul contributo dei soci, sul loro instancabile lavoro volontario, sulla generosità con cui chi partecipa alla vita dell’associazione offre il proprio tempo, la propria creatività, il proprio sapere. Vi chiediamo di sostenerci: ogni contributo sarà prezioso per continuare ad essere presenti e attivi nella vita culturale della città. Potete sostenerci destinando ad OfficinaMentis APS il 5x1000 della prossima dichiarazione dei redditi: basta inserire il codice fiscale 91319210372.Potete sostenerci diventando soci o con una donazione (https://www.officinamentis.com/sostieni ). Il costo della tessera associativa è di 30 euro, ma una donazione anche piccola sarà per noi utile. Può essere effettuata mediante bonifico intestato a OfficinaMentis APS IBAN IT27G0326802400052907237630 oppure tramite il pulsante Donazione presente sul sito.

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2026: le attività di OfficinaMentis

Il 2026 fa seguito a un anno intenso e si prefigura altrettanto ricco di lavoro.

Chi conosce e segue le nostre attività sa che, senza mai abbandonare la posizione psicoanalitica, non esitiamo ad inoltrarci in altri campi disciplinari né a compiere incursioni nello spazio dell’arte. Se questo accade è in nome di un doppio convincimento: innanzitutto che la salvaguardia ostinata ed esigente dell’umanesimo sia una sfida politica in una stagione storica incalzata dal vertiginoso sviluppo dell’intelligenza artificiale, ossessionata dall’angoscia delle differenze, minacciata da forme sempre più pericolose di autoritarismo; in secondo luogo che la formazione di chiunque sia coinvolto nella cura dell’altro, lungi dal potersi esaurire in un vano tecnicismo, debba cercare fondamento e nutrimento in quanto vi è di più squisitamente umano: la creazione. 

 

Gli eventi degli ultimi mesi, dagli attacchi violenti e ripetuti alla democrazia – americana e non solo – alle convulsioni geopolitiche sempre più inquietanti, sono i segni premonitori di ciò che oggi, all’alba di questo secondo quarto di secolo, si afferma con sfrontata chiarezza: l’imporsi della forza bruta e il disprezzo del diritto. Entrambi ci dicono che il tempo dei predatori è giunto, che il caos è considerato non solo auspicabile ma necessario - e dunque va prodotto - in quanto condizione di transito verso la ridefinizione dell’ordine globale.

La nuova dottrina del secolo avanza a grandi falcate e, sbriciolando il diritto come inutile e scomodo carcame, autorizza come solo diritto la forza: predazione e asservimento ne sono gli elementi chiave, rendendo attuale la celebre affermazione di Tucidide secondo cui “i più forti esigono quanto più è possibile e i più deboli acconsentono”.

La forza, ha scritto Simone Weil, ha il potere “di trasformare gli uomini in cose […] e si esercita su due versanti: essa pietrifica in modo diverso, ma in egual misura, le anime sia di chi la subisce sia di chi la usa.” La forza inebria ed esalta colui che la possiede o crede di possederla, ma “nessuno la possiede veramente”. L’eccesso, la dismisura, la sprezzante noncuranza di ogni limite, diventa allora ciò che ne caratterizza l’esercizio. Se la hybris fu costante oggetto di meditazione per i Greci, oggi sembra una nozione di cui si perdono contezza e memoria. Tra la folle corsa dell’IA, i deliri di immortalità, le visioni del transumanesimo, l’avida marcia dei nuovi imperialismi, il feroce e cinico annientamento di popoli interi, l’umano rischia di perdersi definitivamente.

 

Più che mai questo momento storico esige l’esercizio rigoroso del pensiero, la circolazione culturale, il rifiuto di ogni forma di superficialità e approssimazione. Gli intellettuali e gli artisti hanno un compito grave e urgente: offrirci, con la loro capacità riflessiva e la loro immaginazione, strumenti per rendere più profonda la nostra visione: esercitare il nostro sguardo sul mondo, senza aver paura di fissare il male che lo attraversa, trarre energia da questa consapevolezza, mantenere il contatto con le grandi esplorazioni filosofiche, poetiche e letterarie che ci permettono di comprendere e salvaguardare l’umano: è questo il compito a cui non possiamo, non dobbiamo sottrarci. È questo che ci spinge a proseguire il nostro lavoro culturale, “imbarcati – come diceva Camus - nella galera del nostro tempo”. 

 

Nel 2026 proseguono le attività di formazione alla psicoterapia psicoanalitica 

Il lavoro di supervisione clinica con la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, che lo porta avanti fin dalla nascita dell’Associazione, il gruppo dedicato al cinema e il gruppo di lettura, entrambi animati dalla dott.ssa Giuliana Gagliani (https://www.officinamentis.com/gruppi-di-lavoro) rispondono all’esigenza formativa nel campo della psicoterapia psicoanalitica.

… e le attività culturali

Gli incontri culturali, che per tanti anni sono stati ospitati dalla libreria Einaudi di Bologna, hanno cambiato sede a causa della chiusura della libreria: oggi si svolgono in gran parte in un magnifico spazio generosamente offerto da amici che sostengono il nostro progetto culturale e ai quali va tutta la nostra gratitudine. Altre sedi vengono individuate di volta in volta.

In febbraio ci attendono due appuntamenti: venerdì 13 febbraio 2026, alle ore 18:30, la libreria Confraternita dell’uva ospiterà il nostro primo evento culturale: un percorso tra mito, letteratura e psicoanalisi a partire dal libro Bute di Pascal Quignard.

Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 16:30, saremo nello spazio culturale di Piazza San Giovanni in Monte per parlare del carteggio sulla guerra tra Einstein e Freud, carteggio voluto nel 1932 dalla Società delle Nazioni, antenata delle Nazioni Unite.

 

Contro la mortificazione della parola e l'accelerazione che opprime le nostre vite, sentiamo il bisogno di  una parola alta, nobile, ribelle: a marzo (7 marzo 2026) prenderà perciò il via un ambizioso progetto, che si svilupperà su un lungo arco di tempo: un ciclo di incontri dedicato all’opera dello scrittore greco Nikos Kazantzakis, una delle più importanti figure del XX secolo, poco conosciuto in Italia benché autore di un’opera immensa. Il grande Nicola Crocetti, grecista, editore, traduttore, fondatore della leggendaria rivista Poesia, sarà con noi in occasione del secondo appuntamento, previsto per il 18 aprile, insieme a Gilda Tentorio, mirabile traduttrice di Kazantzakis. Questi due primi incontri si svolgeranno in Piazza San Giovanni in Monte 6, Bologna (c/o Ghelli-Arezzo)..

L’ottava edizione di (Ri)accendiamo il classico si svolgerà come di consueto a fine novembre. Si tratta di un evento ormai fisso, molto partecipato, espressione di una felice collaborazione con la Comunità Ellenica dell’Emilia Romagna. La progettazione è in corso: argomento e programma saranno disponibili in primavera.

Altre occasioni di incontro si creeranno. Perciò seguiteci frequentando le pagine del sito o iscrivendovi alla nostra newsletter.

Il sito …

è uno strumento sempre più importante del nostro lavoro di diffusione e divulgazione culturale. Lavoriamo costantemente, con la pubblicazione di testi che cercano di offrire prospettive originali di riflessione. La traduzione di pagine inedite e l’impegno alla multidisciplinarità rispondono alla nostra profonda esigenza di favorire la circolazione degli oggetti culturali e il contatto tra i saperi. Ci auguriamo di poter coinvolgere nella redazione qualche nuova figura desiderosa di collaborare attivamente con noi. Saremo lieti di incontrare chiunque fosse interessato.

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